Saper riconoscere Cristo nel povero

(dal cammino di Discepolato della CM - 3° tappa)

Carissimi Operatori e Collaboratori di Operazione Fratellino pace a voi tutti e alle vostre famiglie. Il Natale è ormai alle porte, e per questo oggi vogliamo raccontarvi una storia ...

Un giorno, nel nord dell’Europa, un soldato di nome Martino che si stava preparando a ricevere il battesimo, incontrò un povero nudo e intirizzito dal freddo. Non avendo altro con sé se non la clamide (il suo mantello) che portava indosso, con un colpo di spada la divise in due e ne diede metà al povero. La notte gli apparve Cristo vestito della metà della sua clamide, il quale, visibilmente fiero, diceva agli angeli che lo circondavano: «Martino, ancora catecumeno, mi ha ricoperto con questa veste» .

Il povero è Gesù che gira ancora in incognito nel mondo. Un po’ come quando, dopo la risurrezione, appariva sotto altre sembianze a Maria come giardiniere, ai discepoli di Emmaus come un pellegrino, agli apostoli sul lago come un passante in piedi sulla riva, aspettando che i loro occhi si aprissero. Il primo che in questi casi lo riconosceva, gridava agli altri: “È il Signore!” (Gv 21,7).

 

Come fare per tradurre in pratica, almeno in qualche misura, il nostro interesse per i poveri? Essi, infatti, hanno bisogno di fatti, non dei nostri buoni sentimenti, i quali da soli servirebbero solo a tranquillizzare la nostra cattiva coscienza: “Se uno ha ricchezze in questo mondo – scrive l’evangelista Giovanni – e, vedendo il suo in necessità, gli chiude il proprio cuore, come rimane in lui l’amore di Dio? Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità” (1Gv 3,17-18).

Cosa ne dite cari Operatori e Collaboratori di 

Operazione Fratellino?

 

Siamo ancora una volta invitati a condividere quanto abbiamo con i più poveri, con coloro che non hanno realmente di che contraccambiare … In questo modo accoglieremo veramente in maniera degna il bambino Gesù … che viene e lo renderemo FIERO DI NOI, come lo fu con Martino! 

 

Coraggio, dunque, non smettiamo di far parte del poco che abbiamo i nostri fratellini, e ritroveremo in cielo tutto quanto abbiamo donato, proprio come ci ha promesso il Signore Gesù: “Vendete ciò che avete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro inesauribile nei cieli, dove i ladri non arrivano e la tignola non consuma. Perché dove è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore” (Lc 12 ,33-34).

 

BUON NATALE A TUTTI …
Dio vi benedica,
Oreste e il Team Esecutivo