la nostra storia

Chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me.
(Mt 18,5)

STRUMENTI INCONSAPEVOLI

Operazione Fratellino nasce da un incontro molto forte che abbiamo fatto in Romania con Gesù Cristo povero e crocifisso.

Romania

A partire dall’anno 2000 una missione di evangelizzazione della Comunità Magnificat ci ha portato diverse volte a Bucarest, dove abbiamo conosciuto una realtà di bisogno che ci ha profondamente toccato. La povertà dell’Europa dell’Est post comunista, fino ad allora composta solo da immagini e parole, è divenuta davanti ai nostri occhi una realtà concreta.

Le condizioni in cui vivevano e purtroppo vivono ancora tutt’oggi tanti bambini rumeni ci hanno drammaticamente ricordato le parole di Santa Chiara d’Assisi che, parlando di Gesù, amava dire che Egli “posto in una greppia, povero visse sulla terra e nudo rimase sulla croce”.

Così, l’efficacia missionaria di Oreste e Tarcisio a Bucarest, unita al “dramma familiare” condiviso con loro nel 2004 da Padre Victor, costretto dalle circostanze della vita a dover accudire e sostenere 3 nipotini – figli di sua sorella con seri problemi di salute -, sono stati la scintilla che diede inizio a questo progetto di Dio.

Da quel novembre 2004 a Bucarest partì una risposta di solidarietà dall’Italia, che ha dell’incredibile, al punto che fu necessario creare una ONLUS (ora trasformatasi in Fondazione) per dare correttezza giuridica e trasparenza a quello che stava diventando un progetto operante anche in altre aree della Romania e poi anche in altri paesi. Partito da un bisogno concreto in Romania, oggi Operazione Fratellino opera in 5 nazioni di 3 continenti del mondo…Il sostegno a distanza in Romania è cresciuto negli anni, portando oramai alla maggiore età più di 120 bambini, oltre ai 70 sostenuti attualmente.

L'AMORE NON È UN SENTIMENTO MA UNO STILE DI VITA

Inoltre, dal suo girovagare missionario, Oreste ha riportato in Comunità i bisogni e i possibili progetti da accogliere, mettendoli a discernimento del CDA della Fondazione e all’operatività volontaria e generosa dei membri del Team Organizzativo di Operazione Fratellino.

Uganda

Nel 2011, durante la prima visita all’orfanotrofio House of Love Africa (HOLA) a Kichwamba, nel distretto di Rubiizi, a sud-ovest del Paese, tra gli ospiti c’era il piccolo John, un bambino trovato abbandonato nella foresta ai confini ugandesi con il Congo e il Ruanda. Aveva tutto il lato destro del corpo paralizzato ed era costretto a stare seduto su di un grande seggiolone di legno…
“E’ stato un colpo di fulmine…” testimonia Oreste, che da allora lo ha chiamato Little John, e, appena tornato a Roma, ha subito parlato di lui ai suoi fratelli di Fraternità. 

Il primo dono della Comunità Magnificat a Little John fu una carrozzina ortopedica e un po’ di attrezzatura per la riabilitazione motoria. In seguito ci si iniziò a prendere cura in maniera stabile di tutte le spese per le cure riabilitative del piccolo.
E poi… le donazioni, man mano, permisero altro: la costruzione di una Chiesa, il dono di una icona della Vergine del Magnificat benedetta da Papa Francesco, l’aiuto scolastico per un promettente giovane universitario, le tasse e le spese scolastiche per tutti i 50 bambini ospiti dell’orfanotrofio, l’installazione di un impianto fotovoltaico, l’acquisto di una lavatrice, la recente costruzione di nuovi bagni per le ragazze. Ed in più il sostegno continuo a due neonati dell’orfanotrofio Shalom a Mbarara, dove anche lì abbiamo acquistato ed istallato una lavatrice.

Siria

Dopo una missione vissuta da Tarcisio ed Oreste ad Aleppo nel 2008 al fine di tenere un ritiro di Pentecoste ad una Comunità Carismatica Armeno-Cattolica, durante i lunghi anni di guerra iniziata nel 2011, Operazione Fratellino ha costantemente sostenuto – se pur con le proprie poche risorse – il progetto “Latte per tutti”, avviato dall’arcivescovo Mons. Boutros Marayati per assicurare gli alimenti necessari agli anziani e ai bambini della Comunità Armeno-Cattolica in Aleppo, che non hanno lasciato il Paese.

Pakistan

Nel 2014 il Signore ha aperto per la Comunità Magnificat un varco missionario nel lontano Pakistan, un Paese con la presenza di più del 98% di Musulmani e solo meno dell’1% di Cattolici. Qui, nelle scuole pubbliche, i bambini e i ragazzi cristiani sono il più delle volte discriminati, al punto di non poter bere dai distributori di acqua potabile e non poter usare gli stessi bagni dei loro compagni musulmani. Così, i parroci cattolici – se pur con pochissime risorse – sono costretti a costruire e gestire scuole private, dove gli studenti possono crescere e svilupparsi senza traumi. Nonostante ciò molti bambini cattolici non possono frequentare la scuola per mancanza di possibilità economiche delle loro famiglie.
Durante il primo viaggio missionario, nell’aprile del 2016, visitando una povera scuola parrocchiale nei pressi di Faisalabad, la St.Mary’s Primary School, ci toccò profondamente una frase di Nelson Mandela, scritta a caratteri cubitali sulla grande insegna all’ingresso dello stabile: “L’educazione è l’arma più potente che si può usare per cambiare il mondo”.
Da lì è partito il progetto EDU Pakistan. Oggi in Pakistan siamo fortemente impegnati con il sostegno all’educazione, attraverso la copertura delle tasse e delle spese scolastiche per 78 bambini e ragazzi, suddivisi in tre scuole cattoliche parrocchiali che si trovano in villaggi rurali intorno a Faisalabad: due scuole primarie, St.Mary e St.Therese ed una secondaria, la St.John.
Inoltre, abbiamo istallato distributori d’acqua potabile in tutte e tre le scuole e abbiamo curato la ristrutturazione della St.John School, riaperta dopo alcuni anni di chiusura per mancanza di fondi, riuscendo anche ad inaugurare un’aula di informatica con 10 computer per gli studenti.

Etiopia

Con la nostra prima visita missionaria a Debre Markos, nella diocesi di Bahir Dar, nel novembre del 2018, abbiamo iniziato a realizzare alcuni mini progetti nella parrocchia St. Joseph, a sostegno dell’attività pastorale di un giovane sacerdote missionario, Abba Ricardo Martinez, amico e simpatizzante della nostra comunità: un grande serbatoio per la riserva di 10.000 litri d’acqua potabile ed il relativo impianto idrico, un gruppo elettrogeno per assicurare la corrente elettrica nei tanti momenti in cui il servizio pubblico si interrompe, la copertura annuale delle spese per il collegamento internet e alcuni materassi per migliorare l’ospitalità in canonica.