CHE DA “OPERAZIONE FRATELLINO”
STIA GERMOGLIANDO
“OPERAZIONE SAMARITANO” ?!?!

Vi posto una bella testimonianza di misericordia, che sono certo incoraggerà anche voi a farvi ‘buon samaritano’ di qualcuno …

 

Alla fine di luglio ricevo varie telefonate al mio cellulare da parte di diverse persone che chiedevano attraverso di me aiuto alla Fondazione Magnificat, soprattutto in tema di alloggio (gratis immagino).

Tra le tante telefonate c’era anche quella di Salvatore. Mi aveva colpito particolarmente la storia e la persona di quest’uomo, pur avendoci parlato solo due tre volte per telefono. Così l’ho incontrato per la prima volta a fine luglio in un bar a Panicale, Salvatore è un signore molto gentile, buono, mai arrogante e aggressivo, di 62 anni di origine napoletana ma residente in Umbria da oltre vent’anni. Ex imprenditore edile, dal primo matrimonio ha avuto tre figli, e poi con una nuova compagna ne ha avuti altri tre. E’ stato rapito e poi prosciugato di tutti i suoi beni e soldi. Ha così iniziato ad avere problemi di stress e ansia, poi si è abbandonato all’alcool pur continuando a fare il suo lavoro.

Una sera, in preda ai fumi dell’alcool, ha minacciato con un coltello i familiari durante una furibonda lite e ha mandato al pronto soccorso tre carabinieri che erano intervenuti per evitare il peggio. Condannato a due anni di carcere alternativi ad un percorso di disintossicazione e recupero in una comunità che mai il tribunale ha cercato di attivare, ha scontato la sua pena nel carcere di Perugia. Lì ha smesso di bere, si è fatto mettere nel reparto invalidi, dove ha aiutato altri carcerati in difficoltà fisica o psichica, ha cominciato a leggere la Bibbia e ad avere colloqui frequenti con un frate francescano. Nel contempo è molto peggiorato a livello di ansia, soffrendo sensi di claustrofobia e crisi di panico, tanto da essere seguito anche da uno psichiatra che gli ha prescritto una cura di farmaci sedativi. Prima della scadenza della pena, dopo sedici mesi di carcere, è stato fatto uscire con preavviso di 24 ore. Uscito non poteva tornare a casa della compagna perché i figli non lo volevano riprendere e perché era interdetto dal mettere piede nel comune di Panicale. Quando l’ho incontrato dormiva da diverse notti in auto (di un amico, perché lui la sua non la possedeva più). Unico punto fermo era la pensione di invalidità civile che gli avevano riconosciuto un mese prima di uscire, ma che riscuoterà da settembre 2020 in poi. Nel mese di agosto, nella ricerca affannosa di una casa in locazione, la Fondazione Mgnificat ha pagato due brevi periodi in albergo. Poi una delle figlie, trentenne, del primo matrimonio, pur avendo perso convivenza e confidenza con il babbo dalla tenera età di quattro anni, con un gesto di estrema carità ha deciso di ospitarlo a casa sua pur avendo tre figli piccoli, di cui una praticamente neonata e pochi spazi disponibili (per cui Salvatore doveva dormire nel divano del salotto):  “E’ pur sempre mio padre” ha detto… Questa figlia, per scelta dei genitori, non è stata neanche battezzata, pertanto non comunicata, non cresimata e non sposata in chiesa: abbiamo cominciato con lei un discorso di fede per cui il seguire il babbo ci sarà l’opportunità di accompagnare anche lei.

Finalmente due giorni fa abbiamo trovato un appartamento da affittare a Città della Pieve, e ci stiamo adoperando a fare contratto di locazione e attivazione utenze. Siamo anche entrati in contatto con il gruppo di preghiera del luogo – al quale partecipano alcuni amici della Comunità – che cercherà di aiutarlo in questo cammino verso una nuova vita e l’approfondimento della fede.

Cosa ci insegna questa storia ? Che per alcune persone ricrearsi una nuova vita è molto difficile, anche e soprattutto dal punto di vista pratico; e che senza l’aiuto di una mano amica soprattutto nei primi momenti è facile cadere o ricadere nella disperazione e nell’abbandono …: che non sia nostro compito aiutarle e sostenerle? L’altro giorno in auto, mentre eravamo di ritorno dalla visita all’appartamento, Salvatore mi ha detto: “come potrei non volerti bene? tu mi stai dando una ‘vita nuova’“: attenzione … non chiamiamo così anche i nostri seminari?

Cosa vi chiedo ? Un piccolo aiuto …, piccolo perché le persone vanno accompagnate verso una autonomia e non dobbiamo mai sostituirci ad esse. Vi chiedo, dunque, una piccola mano per aiutarlo a trovare questa vita nuova che ovviamente comporta la ripresa di cose normali e basilari (appartamento, capacità di pagare le bollette, nuovi occhiali, la ripresa della patente di guida…),  che siano segno della ripresa di una autonomia fisica e psicologica, per lui e per la sua famiglia. Per ora abbiamo versato la caparra dell’affitto, la rata del primo mese e le commissioni di agenzia immobiliare, per un totale di 1000 euro … e speriamo di non dover dare una mano troppo grossa perché, al contempo, contiamo sull’arrivo della pensione. L’importo della pensione è quello che è, con la vecchia normativa siamo fermi a 300 euro al mese. Con la nuova legge dovremo arrivare a 600 euro, poi forse verrà concesso il reddito di cittadinanza e saremmo a poco più di 700 euro. Salvatore vuole pure trovare da fare piccoli lavoretti di manutenzione e giardinaggio, e farà anche volontariato alla Caritas avendo tanto tempo libero … se tutto andrà bene non tornerà a bere! 

Operativamente continuerò a stargli vicino; per la colletta utilizzeremo il conto di Casa Tabor, la Fraternità della Comunità a lui più vicina e dove potrebbe trovare anche futura accoglienza umana e spirituale. Non chiedo grosse cifre una-tantum; cerco persone generose che donino 50-100 euro una sola volta o ogni mese da qui a fine anno 2020, da versare, se possibile, già da ora sul c/c Unicredit – Iban IT 48 W 02008 03039 000105431501 e causale: “sostegno a Salvatore”.

Se poi nelle vostre attività troverete casi simili per favore fatemelo sapere, perché mi rendo disponibile a darvi tutte le informazioni che possiedo e, se possibile, aiutarvi ad attivare reti di sostegno. 

Pier Giovanni Duranti <direttore@comunitamagnificat.org>